I MARTEDì DI SAN DOMENICO

39° anno – 14° incontro

Lunedì 4 maggio - ore 21

Salone Bolognini, piazza San Domenico 13, Bologna

Eccezionalmente di lunedì

 

Etica e giornalismo

Mons Claudio Maria Celli

Presidente Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali

 

Ferruccio De Bortoli

Direttore Corriere della Sera

ingresso libero

i martedì di san domenico

 

 

Come racconteremmo, oggi, noi giornalisti l’episodio del buon Samaritano (Luca 10,25-37) che Gesù prende a modello per spiegare a un dottore della legge chi è il nostro “prossimo”? C’è da temere che, un po’ per la fretta (è stato detto che, da quando c’è il web, non siamo più noi a rincorrere le notizie: sono loro che ci rincorrono…), un po’ perché, si sa, sono le tre “esse”, il sangue, il sesso e i soldi, quelle che fanno vendere il giornale, ci accontenteremmo di una sola fonte, e per il resto lavoreremmo un po’ di fantasia. E il pezzo ne uscirebbe così:

mistero sulla superstrada: prima lo picchia, poi lo porta all’ospedale

Un uomo di poco più di trent’anni, nudo e in stato di semiincoscienza ma con evidenti segni di percosse, è stato condotto la scorsa notte in un ospedale di Gerico; subito ricoverato, si trova attualmente in coma farmacologico, ma i medici sperano di riuscire a salvarlo. I sanitari hanno riferito che il ferito è giunto al pronto soccorso sulla vettura di un altro uomo, dall’accento marcatamente straniero, che l’avrebbe raccolto esanime sulla corsia d’emergenza, al km 132 della superstrada che collega Gerico alla capitale, e gli avrebbe prestato i primi soccorsi. Ma dopo aver pagato le spese del ricovero e trascorso il resto della notte al capezzale del ferito, l’extracomunitario si è dileguato senza che la polizia potesse interrogarlo sulle circostanze del ritrovamento. La magistratura ha aperto un’inchiesta: l’ipotesi più probabile è che l’uomo, del quale non è ancora nota l’identità, sia stato vittima di una rapina, e si spera che qualche testimone (dal luogo dell’aggressione sono sicuramente transitati altri veicoli, oltre a quello del soccorritore) si presenti spontaneamente all’autorità giudiziaria. Non si esclude però che ad aggredirlo sia stato il suo stesso soccorritore, per futili motivi o altro: di notte la zona è abituale ritrovo di coppie gay.

La spettacolarizzazione delle notizie (di cui si è dato un piccolo saggio), e cioè la trasformazione, finalizzata a incrementare le vendite, di qualunque fatto di cronaca in un ambiguo reality-show, è una delle gravi questioni etiche che interpellano il nostro sistema delle comunicazioni di massa. Un’altra è certamente rappresentata dalle pressioni, sempre più esplicite, che gli interessi economici e politici esercitano sui mezzi d’informazione, minandone il patrimonio più prezioso: la credibilità. Ma «quando la comunicazione perde gli ancoraggi etici e sfugge al controllo sociale – ha ammonito Benedetto XVI nel Messaggio per la giornata mondiale delle comunicazioni sociali del 2008 −, finisce per non tenere più in conto la centralità e la dignità inviolabile dell’uomo, rischiando di incidere negativamente sulla sua coscienza, sulle sue scelte, e di condizionare in definitiva la libertà e la vita stessa delle persone».

 

                                                                                              Guido Mocellin

                                                                                                 

  

 

E’ accaduto  

 

I Martedì di San Domenico, 24 febbraio 2009

La situazione finanziaria delle famiglie italiane

 

La lettura delle dinamiche mondiali della presente crisi economica, compiuta il “Martedì” precedente da Romano Prodi, trova questa sera un ideale complemento in una rapida radiografia finanziaria delle nostre famiglie, e segnatamente della loro propensione all’indebitamento, così come è maturata negli anni recenti, caratterizzati in tutti i paesi industrializzati dalla deregolamentazione dei mercati finanziari, dai bassi tassi d’interesse e dall’accresciuta concorrenza tra gli intermediari. Claudio Conigliani, presidente di Tarida, ha spiegato che in questo periodo le famiglie italiane si sono abbastanza rapidamente convinte dell’opportunità di gestire meglio, attraverso il debito, alcuni problemi familiari, ma che esse hanno comunque fatto passi quasi sempre proporzionati alle proprie gambe: così che solo una famiglia su 4 – la punta dell’iceberg − è indebitata, e in genere si è trattato di famiglie in grado di far fronte a questo tipo di impegno, come confermato dalla bassa percentuale di crediti in sofferenza sul totale.

Ma guardati da un altro punto di vista, ha proseguito Conigliani, questi dati ci dicono altro: e cioè che dentro a quel 75% di famiglie che non si è indebitato – la parte sottostante dell’iceberg − ve ne è certamente una quota che non ha potuto farlo, cioè che non ha avuto accesso al credito: un’ipotesi suffragata dai dati della Banca d’Italia, che stima che la metà più povera delle famiglie italiane possiede meno del 10% della ricchezza nazionale, e dunque segnala una crescente disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza. Ma qual è, ha concluso Conigliani, il livello di disuguaglianza che la nostra società può tollerare?

Giuseppe Feliziani, direttore generale della Cassa di risparmio in Bologna, ha proseguito provando a guardare invece in avanti, a ciò che ci aspetta a causa della presente crisi. Lo ha chiamato “un bagno di gioventù”: il livello del PIL pro capite tornerà quello del 1999, e soprattutto sarà almeno temporaneamente sospesa quella condizione di aspettative crescenti che era stata la “novità” economica degli ultimi due secoli, e segnatamente degli ultimi cinquant’anni. Nella vita di tutti i giorni, le conseguenze non saranno omogenee: altra la situazione di chi ha il posto di lavoro sicuro o la pensione, altra quella di chi non si vede rinnovato il posto di lavoro precario, o lo perde. E se si è detto certo che la crescita riprenderà, in virtù della forza delle strutture messe in atto in tutti questi decenni, Feliziani ha però anche previsto la necessità di riconsiderare uno stile di vita molto più pacato. Il che, dal punto di vista dei rapporti delle famiglie con le banche, significa: negli investimenti, ricordare che il rendimento alto significa sempre un rischio alto; nei prestiti, guardare al rapporto rata-reddito e non solo al valore dell’immobile che viene acquistato. E in generale, frenare i comportamenti d’acquisto impulsivi e piuttosto cercare di pianificare le proprie spese.

                                                                                                                                                                                                   

 

ingresso libero

MERCOLEDÌ ALL’UNIVERSITÀ

6° anno  |7° incontro

 

mercoledì

13 maggio 2009

ore 21

  

Figli degli anni di piombo

Dalla parte delle vittime

 

Franca Ferri, giornalista

dialoga con

Benedetta Tobagi, giornalista

 

saranno presenti

Alberto Conci - Natalina Mosna

curatori del libro: Sedie vuote. Gli anni di piombo dalla parte delle vittime

 ed. Il Margine, Trento 2008

 

Aula Barilla

Facoltà di Economia

Piazza Scaravilli

Bologna

 ingresso libero


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